21 November 2019

Agevolazioni per investimenti in “start up innovative” senza maggiorazione 2019

Con la Risposta all’interpello n. 410 dell’11 ottobre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in assenza dell’autorizzazione della Commissione Europea, non è possibile applicare le maggiorazioni delle agevolazioni fiscali previste per il 2019 in relazione agli investimenti in start up innovative.

Al fine di incentivare gli investimenti in start up innovative, regolarmente iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese, a partire dal 1° gennaio 2017, sono riconosciuti determinati benefici fiscali ai soggetti che investono nel capitale sociale di tali società, sia direttamente sia indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente nelle predette start up innovative.
Gli incentivi fiscali consistono:
– per le persone fisiche, in una detrazione dall’imposta sul reddito (IRPEF) pari al 30 per cento dell’ammontare investito, per un conferimento massimo di 1 milione di euro;
– per le società di capitali, in una deduzione dall’ammontare imponibile a fini IRES pari al 30 per cento dell’investimento, con soglia fissata a 1,8 milioni di euro.
Per il solo anno 2019, tale agevolazioni fiscali sono state rafforzate, incrementando le aliquote:
– dal 30 al 40 per cento per i soggetti IRPEF e IRES che investono in start up innovative;
– dal 30 al 50 per cento per i soggetti IRES, diversi da start up innovative, che effettuano investimenti finalizzati all’acquisizione dell’intero capitale sociale di start up innovative, a condizione che sia mantenuto per almeno 3 anni.
L’applicazione delle maggiorazioni previste per il 2019, tuttavia, sono subordinate all’autorizzazione della Commissione Europea.
In proposito, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che allo stato attuale, non essendo intervenuta l’autorizzazione della Commissione europea, non sussistono le condizioni per poter dare applicazione alle agevolazioni maggiorate per l’anno 2019. Pertanto, restano applicabili nella misura e alle condizioni previste in origine.
La situazione non consente, altresì, la formulazione di un parere da parte dell’Agenzia delle Entrate riguardo all’ambito applicativo dei predetti benefici fiscali.